LA CRISI ECONOMICA CHE COLPISCE GLI IMMIGRATI

Presentato il Rapporto Ocse-Censis “International Migration Outlook”.Gli effetti negativi della crisi si stanno ripercuotendo anche sulle condizioni di vita e di lavoro degli immigrati che vivono in Italia. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto International Migration Outlook, che ogni anno il Censis realizza per l’Ocse in qualità di corrispondente per l’Italia, in cui vengono raccolti e analizzati i principali dati disponibili sul fenomeno migratorio.Il rapporto è stato presentato ieri a Roma, presso la sede del Cnel, da Carla Collicelli, vice direttore del Censis, e Georges Lemaître, Divisione delle migrazioni internazionali dell’Ocse, e discussi da Antonio Marzano, presidente del Cnel, Giorgio Alessandrini, presidente vicario dell’Organismo nazionale di coordinamento per le politiche d’integrazione sociale degli stranieri, Jonathan Chaloff, dell’Ocse, Giuseppe Silveri, direttore generale immigrazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, alla presenza del Ministro dell’interno Roberto Maroni.Per quanto riguarda l’offerta di lavoro, le imprese italiane hanno ridimensionato le previsioni di assunzione di personale immigrato: 92.500 nuove assunzioni per il 2009, contro le 171.900 che erano state previste per il 2008.La casa, scrive l’Istituto, “è diventata per gli immigrati un problema sempre più pressante”. Secondo i dati si registra un aumento degli sfratti per morosità a causa dell’aumento del canone o della perdita del lavoro (soprattutto al Nord, dove le famiglie immigrate rappresentano il 22% del totale delle famiglie sfrattate). Allo stesso tempo si è fermata la corsa al mattone degli immigrati: tra il 2007 e il 2008 gli acquisti di immobili da parte di immigrati sono diminuiti del 23,7% interrompendo un ciclo di crescita che durava da quattro anni.Secondo il Censis “le difficoltà legate alla crisi avvertite dagli italiani possono aver determinato anche un calo del livello di tolleranza nei confronti degli immigrati”, con un incremento degli episodi di discriminazione, il 22,1% dei quali subiti in ambito lavorativo.

da immigrazioneoggi.splinder.it